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Curiosità
Alberghi particolari:- Albergo sul ghiaccio:
- A San Luis Obispo negli USA troviamo un albergo molto particolare… Madonna Inn. E’ un albergo di 109 camere, dove ogni stanza, con il suo arredamento, segue un suo particolare tema da un famoso film a un personaggio leggendario. clicca qui
Ristoranti strani e da sballo (estrapolati dal sito probiviro e dall'esperienza diretta dei viaggi di chi scrive):
Ristorante Le Procope - Parigi - uno dei locali dedicati alla ristorazione piu' antichi del mondo. Qui il giovane Napoleone lasciò il cappello in pegno per un conto non pagato. Inizialmente aperto come caffè nel 1686, questo ristorante ha avuto come clienti grandi nomi della letteratura francese: Voltaire, Rousseau, Beaumarchais, Balzac, Verlaine, Victo Hugo, La Fontain, Anatole France. E' stato il caffè di Enciclopedisti, di Diderot, di Voltaire , di d'Alembert e di Benjamin Franklin. Il Procope è stato inoltre frequentato abitualmente dai rivoluzionari Robespierre, Danton e Marat.
Trattoria degli amici- Roma - quando la ristorazione è a fin di bene.Questo locale è gestito da una cooperativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. Vi lavorano persone disabili affiancate dai loro amici che li aiutano volontariamente per agevolare il loro inserimento nell'ambiente lavorativo. Questa trattoria, nata nel nome della solidarietà, ha anche avuto una recensione dal Gambero Rosso.
Ristorante Jules Verne - Parigi - qui potete cenare nel cuore del monumento più visitato al mondo: Il sito del ristorante è anche quello ufficiale della Torre Eiffel. Situato al secondo piano della Torre Eiffel, all'altezza di 125 metri, raggiungibile con ascensore privato, questo prestigioso ristorante gode di una vista mozzafiato su Parigi, e ha inoltre una ottima cucina, (una stella Michelin). Nel link a fianco potete trovare anche panoramiche a 360° delle varie viste dalla Torre Eiffel.
Checchino dal 1887 - Roma - la cantina del ristorante è unica al mondo, scavata all'interno del Monte Testaccio (Monte dei Cocci), collina formata da pezzi di antiche anfore romane provenienti dalle attività commerciali del porto fluviale di Roma. E' uno dei locali storici più antichi di Roma, in un sito archeologico costruito con 86 milioni di anfore di duemila anni fa. Il ristorante inizio' come osteria con cucina per le maestranze del vicino mattatoio, che facevano cucinare le parti povere delle bestie macellate. Qui nacquero piatti tipicamente romaneschi, come la pajata alla romana, la coda alla vaccinara, e il padellotto, fatti tutti con carni "povere" ricevute come parte della paga.
Drehrestaurant im Olympiaturm- Monaco - Ristorante girevole (360° con vista su Monaco e sulle Alpi)Questo ristorante, situato sulla Torre Olimpica di Monaco alta quasi 290 metri, in meno di un'ora gira completamente su se stesso, permettendoti di godere di una fantastica vista sulla città di Monaco e dintorni, Alpi Bavaresi comprese. Il sito ha una webcam collegandoti con la quale anche tu puoi godere della vista mozzafiato
Ristorante solo per due- Vacone - Rieti - Il ristorante più piccolo del mondo. Ha solo un tavolo e due poltrone, e accetta solo due persone per volta. Qui siete sicuri che il servizio è veramente personale!! Indirizzo valido per due innamorati!
Ristotram- Roma -Tram "storici" restaurati e ribattezzati Ristotram ora sono adibiti a ristorante e percorrono alcuni dei luoghi storici più suggestivi della città Eterna. Alcuni tram d’epoca sono stati restaurati e da storici mezzi di trasporto sono diventati veri e propri ristoranti mobili.Questi tram, unici in Italia, sono stati modificati all’interno affinché possano offrire un servizio di ristorazione di primo ordine, per circa trenta persone. Il ristotram segue quotidianamente un percorso nel cuore di Roma.
Meo Patacca - Roma - Musica e folclore. Nel cuore di Trastevere, anima verace di Roma, in una incantevole e pittoresca piazza medioevale, potete cenare al lume di lampade a gas, padelle ad olio, candele e luci soffuse, serviti da camerieri in costume dell'epoca, ascoltando due complessi caratteristici, "i Musicisti Trasteverini".
Osteria Masticabrodo - Firenze - situato in Borgo Allegri, borgo che deve il suo nome ai grandi festeggiamenti fatti a Carlo D'Angiò, in visita a Firenze poco prima di essere incoronato Re di Sicilia. Masticabrodo definisce una persona che traccheggia in ogni attività. In questo caso, si tratta invece di una trattoria ritornata ai fasti del passato, grazie agli attuali gestori. Si trova a Firenze, in una piazza dove molti pittori famosi hanno avuto la loro bottega, tra cui Cimabue, il Rossellino, e lo scultore Lorenzo Ghiberti.
Railroad Park Resort - California - U.S.A. Il ristorante di questo albergo è situato all'interno di un treno di fine 800, posizionato attorno alla piscina. Non si tratta di pochi vagoni, ma di un intero convoglio, completo di locomotiva spazzaneve. Ci sono anche attrezzature e utensili, strumenti di misurazione, segnali, tutti rigorosamente d'epoca e relativi alle ferrovie.
Il Granaro del Monte - Norcia - Antica locanda di confine con il Regno delle Due Sicilie, è famosa per le sue lenticchie di Castelluccio, tartufi e farro. Prese il nome in onore dei mercanti napoletani che la frequentavano nell`Ottocento scorso. Organizza banchetti a tema, Serate medioevali con Re, Ancelle, Musici e Guerrieri, Sagra del Tartufo, cene con Tombolate ed animazione, eccetera
Ristorante Lo Convento - Arnad -Aosta. Ricavato da un convento gotico romano del 1100, per camerieri troverete frati e suore, e dovrete mangiare "quello che passa il convento"
Ristorante Re Tarquinio - Tarquinia - Il Ristorante dei Re Etruschi. Ristorante caratteristico scavato nella roccia con al suo interno una tomba etrusca. Ha un sito bellissimo, Vi consiglio di visitarlo!
Casa Botin- Madrid - Spagna - Il ristorante più antico del mondo. Aperto nel 1725 a Madrid, nella Calle de Cuchilleros, è il più antico ristorante del mondo. Era uno dei ristoranti preferiti da Hemingway, in cui lo scrittore ambientò la fine di un suo romanzo, "il sole sorge ancora".
Pizzeria Brandi - Napoli - Pizzeria dal 1780, qui è nata la pizza Margherita. Nel giugno 1889 Raffaele Esposito e sua moglie, Maria Giovanna Brandi, confezionarono per la Regina Margherita una nuova pizza bianca rossa e verde, che fu molto gradita (esiste un attestato, esposto nel locale) alla quale fu dato il nome di "Pizza Margherita"
Il Dragone Reale - Bangkook - Thailandia. Il ristorante più grande del mondo. Aperto nel 1991, può ospitare fino a 5000 clienti, e ha 1200 dipendenti. Il servizio è unico, i camerieri corrono su roller skates per velocizzare la consegna delle comande. Il locale richiama l'architettura cinese antica, ci sono danze tailandesi e cinesi tutti i giorno dalle 19.30 alle 20.30 e la cucina è orientale, cinese e tailandese.
Enoteca Al Brindisi - Ferrara - L'Osteria più antica (e ' anteriore al 1435). In origine si chiamava Hostaria del Chiucchiolino. La prima documentazione scritta risale al 1435, ma allora era già famosa. Tra i suoi frequentatori illustri troviamo personaggi storici quali Benvenuto Cellini, Tiziano Vecelli, Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, e probabilmente Niccolò Copernico, che abitava sopra i locali.
Antica stazione di posta. Napoleone, allora comandante dell'Armata d'Italia, vi si fermò nel 1796. Antica stazione di posta del 1600, al confine tra impero austro-ungarico e Repubblica veneta, la Locanda è ritrovo romantico di grandi attori. Visconti vi girò le battaglie di "Senso".
Ristorante Nansen - Isole Swalbard - Norvegia - Ristorante più a nord del mondo - 78.2 gradi latitudine nordIl ristorante prende il nome da un famoso esploratore artico, e ha una bellissima vista sulle montagne Hiorthfjellet. Qui, se volete, potete ordinare anche una bistecca di orso polare, o formaggio di renna!
Cena con delitto - Napoli. Qui i commensali, seduti attorno ad un grande tavolo, devono affrontare una cena molto diversa dal solito. Devono infatti trovare un'assassino. Saranno in grado di far luce sul mistero?
Il mistero di Antikythera
La Scoperta
Il meccanismo fu scoperto nel 1900 da un pescatore di spugne nel relitto di una nave naufragata davanti all'isola di Antikythera attorno all'anno 65 prima di Cristo. L'analisi archeologica del manufatto (in particolare le iscrizioni presenti su di esso) lo fanno risalire all'anno 80 prima di Cristo; questa datazione è coerente con quella che risulta dall'analisi astronomica della parte frontale, nella quale si poteva dedurre la posizione del Sole e della Luna nello zoodiaco, nelle varie date del calendario egizio. Altri particolare (si veda il materiale bibliografico consigliato) fanno ritenere che il meccanismo fosse in funzione da alcuni anni al momento del naufragio. Di lì a dieci mesi circa, il materiale contenuto nel veliero affondato venne tirato su e cominciò la lenta ed interessante opera di catalogazione dei reperti.
Il Meccanismo
Al museo nazionale di Atene - ente a cui furono affidati i reperti trovati dai cercatori di spugne - è possibile vedere, esposto in una teca relativamente appartata, ciò che a prima vista potrebbe definirsi un blocco di ruggine. Guardandolo più attentamente è possibile distinguere tra un'incrostazione e l'altra, degli ingranaggi o, più precisamente, i denti di questi ingranaggi.
Cos'è questo blocco di ruggine?
È senza dubbio uno di quegli oggetti che possono definirsi "ooparts" , cioè "oggetti Impossibili". Oggetti che esistono ma che... non dovrebbero esistere, almeno riguardo al periodo cui risalgono.
Lo scopritore vero e proprio di questo prezioso reperto fu Valerios Stais - archeologo del museo nazionale di Atene - il quale, catalogando i reperti provenienti dal veliero sommerso, fu incuriosito da ciò che a prima vista gli sembrò un orologio.
Su alcuni lati di questo blocco di bronzo era possibile notare delle iscrizioni che parlavano di avvenimenti astronomici risalenti all'anno 77 a.C.
Ciò che oggi si conosce riguardo a questo strano marchingegno si deve, invece, all'archeologo e ricercatore Derek J. De Solla Price che nell'arco di circa 20 anni riuscì a svelare parecchi enigmi riguardanti questo meccanismo.
Ricostruzione e ipotesi
Il lavoro di Derek J. De Solla Price, può essere riassunto in tre fasi principali.
Nel corso della prima fase, egli si dedicò al restauro del congegno, ripulendolo dalle incrostazioni e cercando di sanare le evidenti corrosioni.
La seconda fase fu quella dedicata alla traduzione e decifrazione delle iscrizioni. Questa fase fu molto proficua perché svelò, al di là di ogni dubbio, la funzione astronomica del meccanismo. Nelle iscrizioni ritrovate e tradotte, il Sole è nominato parecchie volte, Venere almeno una volta ed è nominata l'eclittica. Un'iscrizione interessante fu quella che riportava "76 anni, 19 anni", un chiaro riferimento, secondo gli astronomi, a cicli astronomici di grande importanza (calippico e metonico). La riga sottostante a questa appena menzionata, riporta il numero 223, che con elevata probabilità si riferisce al ciclo delle eclissi, costituito, appunto, da 223 mesi lunari.
La terza fase fu impiegata per cercare di svelare il funzionamento e, quindi, la meccanica dello strano reperto.
Con l'ausilio dei raggi X e gamma, Derek de Solla Price riuscì ad ottenere fotografie interne dell'oggetto svelandone particolari importanti.
Tutto il meccanismo era costruito attorno ad un asse centrale. Quando questo asse girava entrava in funzione un sistema di alberi e di ingranaggi che faceva muovere delle probabili lancette a diverse velocità intorno ad una serie di quadranti. Di questi quadranti ben poco ci è dato sapere per via della corrosione.
L'unico quadrante che resta comprensibile è quello anteriore definito: "l'unico grande esemplare noto di uno strumento graduato dell'antichità"; esso mostra in modo inequivocabile il moto del sole nello zodiaco ed il sorgere ed il tramontare di stelle o di costellazioni importanti.
Gli altri quadranti, più complessi ma meno leggibili, riguardavano forse la Luna o i moti degli altri pianeti.
Aspetto e funzionamento
Secondo Derek de Solla Price, l'intero congegno era racchiuso in una scatola di circa 30 cm di altezza, 15 di larghezza e 7,5 di profondità. All'interno di questa scatola erano alloggiati almeno 30 ingranaggi di bronzo tagliati, con ogni probabilità, da un unico pezzo di quella lega.
La potenza era trasmessa a un grande ingranaggio che aveva 4 raggi uniti a "mortasa" (= intaglio pratico in un pezzo di legno allo scopo di potervi incastrare un altro pezzo) nel bordo dove erano saldati e fissati da "ribattini" (= elemento di collegamento in acciaio dolce o rame, costituito da un gambo munito testa tonda, cilindrica o svasata che viene infilato nelle parti da collegare).
La caratteristica meccanica che desta più stupore e fa apparire il meccanismo di Antikythera come un oggetto al di fuori dal tempo è la presenza di una "piattaforma girevole differenziale" (= organo che consente la trasmissione del moto in modo uniforme), che sarebbe riapparsa in Europa solo dopo il 1500.
Tutto sommato la presenza di tali soluzioni "tecnologiche" all'interno del meccanismo di Antikithera, ha destato reazioni contrastanti tra i ricercatori e gli scienziati. C'è, infatti, chi sostiene che tale livello di raffinatezza e precisione non è compatibile con le conoscenze di allora del mondo ellenistico; al contrario c'è invece chi sostiene che è possibile, se non addirittura certo, che i greci avessero tali conoscenze.
Tra questi studiosi e ricercatori, vale la pena di citare M.Clagett secondo cui esisteva un rapporto strettamente complementare tra conoscenze astronomiche greche e raffinatezze degli strumenti esistenti alla loro epoca.
Clagett, nell'affermare la sua tesi cita Ipparco (II° sec. a.C.) - il mitico scopritore della precessione degli equinozi, che raggiunse i risultati per i quali ancora oggi è famoso, servendosi di strumenti avanzati e sofisticati, come la "diottra" (uno strumento che serve a determinare una visuale con un meccanismo a ingranaggi).
Ipotesi di utilizzo
Attualmente si ritiene assai probabile che il Meccanismo di Antikithera fosse un preciso calcolatore astronomico, costruito per "monitorare" i rapporti ciclici tra il sole, le stelle ed i pianeti.
Con ogni probabilità all'epoca della sua costruzione, il meccanismo doveva trovarsi su una statua ed altrettanto probabilmente veniva alimentato ad energia idraulica.
Malgrado le incertezze o forse, proprio a causa di queste, il meccanismo di Antikithera continua destare stupore e sorpresa. Il suo fascino oscuro e la sua impenetrabile funzionalità sono stati oggetto anche di un episodio della fortunata serie della Sergio Bonelli editore, Martin Mystére. In tale episodio gli autori hanno collegato tra loro diversi misteri tra i quali l'esperimento di Filadelfia, il meccanismo di Antikithera, i viaggi temporali, l'uomo invisibile ed una fugace apparizione del Triangolo delle Bermude. Tutti questi elementi, sebbene compressi in una storia di appena 94 pagine, pongono l'accento e sono la prova dell'alone di mistero che aleggia intorno a tale oggetto.
Il funzionamento meccanico del Meccansimo di Antikithera
Le analisi condotte da Derek de Solla Price, hanno permesso di capire il funzionamento degli ingranaggi interni del Meccansimo di Antikithera.
Sembra che tutto il meccanismo (azionato da una manovella) avesse il suo motore centrale in una ruota di 225 denti. Se aggiungiamo il fatto che da alcuni frammenti sembra fuori di dubbio la presenza di una manovella, possiamo dire che l'intero meccanismo era basato su avanzamenti manuali.
La manovella è a contatto con una ruota da 45 denti e, poiché 225/45=5, bisogna far fare a questa ruota 5 giri affinché la grande ruota da 225 denti ne faccia uno completo.
Se a questo punto si vuole supporre che il quadrante relativo a questa manovella rappresentasse i giorni (è verosimile infatti ipotizzare uno spostamento giornaliero di tale manovella per verificare la situazione astronomica in tempo reale), è ragionevole pensarlo diviso in 73 parti, poiché 73 parti x 5 giri danno un totale di 365 posizioni, cioè giorni.
Il problema che si pone più impellente e più intrigante è quello di ricostruire le ipotesi sui frammenti mancanti. Questo è stato uno dei più grandi crucci di Derek de Solla Price, che si è dovuto arrendere innanzi alla totale mancanza di riferimenti circa una piccola porzione interna del meccanismo.
I frammenti mancanti
Il meccanismo è contenuto in una scatola di legno che ne costituisce il telaio. Tale scatola presenta tre quadranti. Il quadrante che vi è nella facciata anteriore riporta le posizioni del sole e della Luna, rispetto alle costellazioni dello zodiaco; nella facciata posteriore il quadrante riporta la durata del mese sinodico e dell'anno lunare; del quadrante posto in relazione alla zona da ricostruire, non si sa praticamente nulla.
Sulla base delle conoscenze astronomiche che potevano aversi in quel periodo (I° sec. a.C.) e dal confronto con meccanismi simili risalenti a medesime epoche (anche se non ugualmente raffinati e precisi) è ragionevole supporre che tale quadrante riportasse informazioni relative a Marte, Giove e Venere o che fosse relativo alle 223 lunazioni del ciclo delle Eclissi.
Possono essere plausibili entrambe le ipotesi, ma resta un dubbio riguardo alla interessantissima ruota differenziale che presenta due dentature, una a 192 denti e l'altra a 222 denti.
Nel meccanismo che è giunto fino a noi, è utilizzata solo parte relativa ai 192 denti, ma è inverosimile che la parte da 222 non fosse utilizzata.
Le ipotesi sono molte, le certezze nessuna, tutto ciò rende necessaria un'altra serie di studi e raffronti che riporti alla luce e sveli definitivamente il mistero del Meccanismo di Antikithera.
C'è un legame tra gli orologi meccanici europei e il meccanismo di Antikythera?
- Gli orologi europei sono fin dall'inizio macchine complesse, capaci di rappresentare il moto apparente dei corpi mobili, sono cioe' degli "astrari" con anche la piu' banale funzione oraria, che verra' poi utilizzata per scopi civili e quindi implementata da sola. Si veda per esempio il famoso astrario del Dondi. Non assistiamo cioè a un'evoluzione graduale, ma all'applicazione di una conoscenza già matura e articolata.
- Curiosamente i denti degli ingranaggi del meccanismo di Antikythera e degli ingranaggi dei primi orologi europei sono a forma di triangolo equilatero con gli angoli di 60 gradi. Eredità o convergenza evolutiva?
Capisco che non sia facile accettare che la civiltà ellenica-ellenistica avesse già scoperto e utilizzato alcune conquiste scientifiche e tecnologiche, che costituiranno poi la base della nostra rivoluzione scientifica. Proprio a questo argomento Lucio Russo ha dedicato un saggio intitolato "La rivoluzione dimenticata" e più recentemente ha analizzato la storia della scoperta della sfericità della Terra e del rapporto tra Luna e maree, idee già presenti nel mondo greco e poi dimenticate, nel libro "Flussi e riflussi, indagine sull'origine di una teoria scientifica".
Per approfondire la conoscenza del meccanismo di Antikythera, ecco il materiale disponibile in rete:
- "An Ancient Greek Computer" il primo articolo di Derek J. de Solla Price, pubblicato nel numero del giugno 1959 di Scientific American p.60-7
- "The Antikythera Mechanism: Physical and Intellectual Salvage from the 1st Century B.C." un articolo del 1995 di Rob S. Rice
- The Antikythera Mechanism: still a mystery of Greek astronomy? Un articolo del dicembre 2000 di M. Edmunds e P. Morgan
- The Antikythera Mechanism. A True Mystery of the Ancient World Nonostante la ricorrente parola "mistero", e' una rigorosa introduzione con un'utile bibliografia.
- The Antikythera mechanism The clockwork computer Sep 19th 2002 From The Economist print edition Una breve introduzione
- An Ancient Greek Computer? Un articolo del 2002 tratto dall'Economist e ospitato in un sito solo apparentemente sospettabile
- The Antikythera Mechanism I With Java animations by Bill Casselman Infine materiale per approfondire la parte meccanica anche con l'utilizzo di animazioni
- Il calcolatore di Antikythera, da una conferenza di Giovani Pastore del 2005