Bonifiche-Geologia-Rifiuti - Dott.Geol. Raffaele Rizzo - Environmental Geochemist
CER GESTIONE e TARIFFA 
    
           
 
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D.lgs 152/06:  clicca qui
 
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Allegati alla parte IV del
D.Lgs 152/06 tra cui i
 
European waste catalogue: 
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Come individuare il CER
 
ALLEGATI ALLA PARTE QUARTA DEL D.LGS. 152/2006
 
 Estratto dell'ALLEGATO D   
  
3. Diversi tipi di rifiuto inclusi nell’elenco sono definiti specificatamente mediante un codice a sei cifre per ogni singolo rifiuto e i corrispondenti codici a quattro e a due cifre per i rispettivi capitoli. Di conseguenza, per identificare un rifiuto nell’elenco occorre procedere come segue:
 
3.1 Identificare la fonte che genera il rifiuto consultando i titoli dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 per risalire al codice a sei cifre riferito al rifiuto in questione, ad eccezione dei codici dei suddetti capitoli che terminano con le cifre 99. E’ possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare le proprie attività riferendosi a capitoli diversi. Per esempio un fabbricante di automobili può reperire i rifiuti che produce sia nel capitolo 12 (rifiuti dalla lavorazione e dal trattamento superficiale di metalli), che nel capitolo 11 (rifiuti inorganici contenenti metalli provenienti da trattamento e ricopertura di metalli) o ancora nel capitolo 08 (rifiuti da uso di rivestimenti), in funzione delle varie fasi della produzione. Nota: I rifiuti di imballaggio oggetto di raccolta differenziata (comprese combinazioni di diversi materiali di imballaggio) vanno classificati alla voce 15 01 e non alla voce 20 01.
 
3.2. Se nessuno dei codici dei capitoli da 01 a 12 o da 17 a 20 si presta per la classificazione di un determinato rifiuto, occorre esaminare i capitoli 13, 14 e 15 per identificare il codice corretto.
 
3.3. Se nessuno di questi codici risulta adeguato, occorre definire il rifiuto utilizzando i codici di cui al capitolo 16.
 
3.4. Se un determinato rifiuto non é classificabile neppure mediante i codici del capitolo 16, occorre utilizzare il codice 99 (rifiuti non altrimenti specificati) preceduto dalle cifre del capitolo che corrisponde all’attività identificata al punto 3.1.
 
 
NORME COMPORTAMENTALI DA ASSUMERE NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI
La gestione di un rifiuto può essere intesa come una serie di operazioni, fra loro coordinate, volte alla tutela ambientale ed al rispetto della normativa tecnica e legislativa vigente.
Le operazioni che caratterizzano la gestione possono riguardare cinque fasi:
  1. Luogo di produzione;
  2. Conferimento al deposito temporaneo;
  3. Deposito temporaneo;
  4. Trasporto;
  5. Smaltimento.
Si dovranno definire con estrema precisione i seguenti aspetti operativi:
  1. Individuazione dei rifiuti da raccogliere in modo differenziato;
  2. Caratteristiche dei contenitori per la raccolta;
  3. Locali ove dislocare i contenitori;
  4. Ubicazione e numero dei contenitori nei vari locali
  5. Informazioni che si debbono fornire per una corretta gestione del rifiuto (manuali, segnaletica di pericolo, istruzioni comportamentali, sensibilizzazione, ecc..).
Luogo di produzione (laboratori, officine, stabulari)
E' fondamentale, alla luce della pericolosità di tali rifiuti che ciascuna Struttura provveda:
  • alla raccolta differenziata di tutte le tipologie di rifiuti prodotti, prescindendo dai loro quantitativi ed evitando ogni forma di miscelazione, in quanto contraria alla normativa vigente (D.L.vo 22/97), oltre che potenzialmente assai pericolosa;
  • all'utilizzo di contenitori per la raccolta di tali rifiuti che presentino le seguenti caratteristiche:
    • idoneo materiale;
    • capienza non superiore a 5 litri per evitare problemi di trasporto al deposito temporaneo, o comunque lunghe permanenze presso ciascun laboratorio;
    • una banda colorata e indelebile identificativa del rifiuto;
    • il simbolo di rifiuto (R nera in campo giallo);
    • la denominazione del rifiuto;
    • il codice europeodel rifiuto (CER);
    • i codici relativi ai rischi associati al rifiuto (R1, R2, ecc..);
    • i codici relativi ai consigli di prudenza (S1, S2, ecc..) da adottare nella manipolazione del rifiuto.
  • alla localizzazione dei contenitori nei luoghi di produzione (laboratori, officine, stabulari) o, quando lo spazio non lo consentisse, in locali adiacenti agli stessi (con la possibilità, per esempio, di servire più laboratori);
  • alla predisposizione, nei vari punti che si sono localizzati, di una vasca di contenimento ove collocare i contenitori dei rifiuti. Tale vasca dovrà risultare sufficientemente profonda e compartimentata al suo interno in modo da formare zone tra loro separate per la sistemazione dei vari contenitori di rifiuti liquidi ed evitare conseguentemente, in caso di fuoriuscita accidentale del contenuto, che vengano a contatto diverse tipologie di rifiuto;
  • alla predisposizione di un cartello segnaletico presso ogni vasca di contenimento sul quale riportare le seguenti informazioni:
la necessità di conferire i rifiuti negli appositi contenitori posti nella vasca di contenimento;
  • l'osservanza dei rischi associati al rifiuto (frasi R) e i consigli di prudenza (frasi S), i cui codici sono indicati sui contenitori;
  • i primi interventi che si devono prestare in caso di contaminazione accidentale sull'uomo (occhi e/o pelle, ingestione del rifiuto, ecc..) o sull'ambiente;
  • gli interventi necessari, in caso di fuoriuscita;
  • eventuali altre informazioni che si ritiene necessario fornire in funzione della particolare attività svolta nel laboratorio, alle particolari esigenze degli studenti, degli utenti o delle specifiche caratteristiche del rifiuto.
 
Luogo di deposito temporaneo
Si dovranno al riguardo definire con grande precisione:
  • il luogo ove ubicare il punto di stoccaggio;
  • le sue caratteristiche strutturali, funzionali e di sicurezza;
  • le attrezzature che devono essere allocate nello stesso o nei pressi dello stesso (mezzi estinguenti, doccia lavaocchi, assorbitori, presidio di emergenza, ecc..);
  • le informazioni comportamentali per un corretto stoccaggio e per le emergenze.
Si dovrà individuare:
  1. una zona attrezzata, idonea alla tipologia dei rifiuti presenti, per effettuare nel punto di stoccaggio temporaneo in condizioni di massima sicurezza il versamento dei rifiuti nei contenitori appropriati;
  2. un sistema di misure di protezione a carattere collettivo (sistema di aspirazione dei vapori, pompa a vuoto per il travaso dei rifiuti liquidi, ecc..) ed individuale (mascherine, guanti, occhiali, camici, ecc..) per gli operatori;
  3. una idonea segnaletica, posta all'esterno e all'interno, da cui risulti: E' opportuno ricordare che la porta di accesso deve rimanere sempre chiusa e che dovrà essere individuata la persona che sovrintende agli accessi al locale.
  4. si dovrà apporre un cartello segnaletico all'interno del locale dal quale risultino con chiarezza:    -  le indicazioni comportamentali riguardanti le operazioni di travaso;
    • l'osservanza delle frasi di rischio e dei consigli di prudenza riportati sulla vasca di contenimento per ogni singola tipologia di rifiuto;
    • i primi interventi che si debbono prestare in caso di contaminazione accidentale (della pelle, degli occhi, in caso di ingestione);
    • gli interventi necessari per bonificare il suolo da eventuali rifiuti fuoriusciti;
    • le modalità di spegnimento degli incendi;
    • eventuali altre informazioni che si ritiene utile fornire in funzione delle particolari caratteristiche dei rifiuti presenti.
  5. Si dovrà ricorrere all'utilizzo di idonei contenitori per lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti, in base alle tipologie prodotte dalla Struttura, che presentino le seguenti caratteristiche:
    • materiale in polietilene (se compatibile);
    • capienza non superiore ai 20 litri;
    • etichettatura col nome e col codice del rifiuto;
    • banda colorata identificativa del rifiuto che corrisponda a quella riportata sui contenitori presenti nei luoghi di produzione.
  6. Si dovrà provvedere alla predisposizione all'interno del deposito di tante vasche di contenimento quante sono le tipologie di rifiuti liquidi prodotti dalla Struttura. E' opportuno che le vasche di contenimento siano collocate a terra per evitare urti accidentali che possano provocarne la caduta. E' altresì necessario che sulla vasca sia riportato il nome del rifiuto e il colore identificativo dello stesso, le frasi di rischio ed i consigli di prudenza.
  7. Si dovrà prevedere un sistema di areazione che assicuri una corretta circolazione dell'aria;
  8. Si dovranno fornire agli operatori idonei dispositivi di protezione individuale;
  9. Si dovranno prevedere attrezzature idonee per lo spegnimento degli incendi (mezzi estinguenti);
  10. Si dovrà prevedere eventualmente un presidio di emergenza (coperta antifiamma, maschera antigas, ecc..) nelle estreme vicinanze del deposito, nel caso in cui contenga sostanze infiammabili in grande quantità.
 
 
 
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